| Titolo | Firenze |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | Firenze |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA |
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Capoluogo della Toscana, Firenze è una delle città d’arte più importanti d’Italia per non dire del mondo. E’ qui che si manifesta prepotente quel fenomeno artistico che coincide con la rinascita dell’Europa: e la potenza di Firenze e dei Medici coincide col periodo artistico più fecondo e influente di tutto il millennio. Adagiata sulle sponde dell’Arno, oltre al patrimonio artistico e culturale, Firenze gode di un fascino, un’atmosfera, una magia che, dai primi viaggiatori nordeuropei a Stendhal, a Ruskin, a Berenson fino alle folle odierne di visitatori non si finisce di apprezzare. Modesto vico dell’etrusca Fiesole, “Florentia”, come città, nasce romana. Ancora marginale nell’alto medioevo, la città si comincia a ripopolare e a crescere verso il Mille: ne sono testimonianza il romanico Battistero e le chiese di San Miniato e Ss. Apostoli. Dopo la morte della grande contessa Matilde nel 1115, i cittadini riescono a darsi una loro autonomia col primo reggimento comunale dei dodici consoli. Comincia così l’espansione: prima ai danni di Fiesole, poi, con l’alleanza con Lucca, ai danni di Siena, Arezzo, Pistoia e Pisa. Quest’ultima sarà l’avversaria naturale nella costante ricerca di un approdo al mare. Dal 1193, un podestà straniero, nella speranza di meglio amministrare le contese tra popolo e nobiltà, regge la città. Dall’inizio del XIII secolo, le rivendicazioni politiche e territoriali si identificano con le lotte tra guelfi (che si appoggiano al papato e agli Angioini) e ghibellini (che parteggiano per l’impero e gli Svevi). L’avvento di Federico II farà prevalere, per poco, i ghibellini. Il popolo, infatti, caccia i nobili e istituisce il Capitano del Popolo. La sconfitta di Montaperti (1260) sarà un episodio isolato: la scelta degli Angioini (Carlo d’Angiò è podestà per dieci anni) da parte dei guelfi si rivela vincente. La città, ormai in mano alle Arti dei mercanti e degli artigiani, sconfigge Siena a Colle di Val d’Elsa nel 1269 e Arezzo a Campaldino nel 1289. Intanto, Pisa soccombe ai genovesi nella battaglia della Meloria (1284). Questo predominio si riflette nei primi grandiosi edifici gotici: palazzo del Podestà (del Bargello), S. Maria Novella, S. Croce, S. Maria del Fiore, Palazzo Vecchio, il campanile di Giotto, Orsanmichele. In città lavorano Giotto, Cimabue, Arnolfo di Cambio, Andrea Pisano. Vengono costruite mura che saranno sufficienti a contenere la città per i successivi cinque secoli. La ripresa ghibellina, guidata all’inizio del ‘300 da Castruccio Castracani ed Enrico VII, è effimera. Firenze domina gran parte della Toscana, nonostante la crisi bancaria del 1342-45, la peste del 1348, lo scontro tra popolo grasso e popolo minuto , che sfocia nel tumulto dei Ciompi (1378). Nel ‘400 la Repubblica fiorentina, retta da un’oligarchia, si trasforma in una signoria di fatto. Nel 1434 Cosimo de’ Medici (Cosimo il Vecchio), esiliato come cittadino, rientra in città da signore, mantenendo in vita solo formalmente le istituzioni repubblicane. Il nipote Lorenzo il Magnifico ne continuerà l’opera nel suo governo dal 1469 al 1492. Il suo spirito coincide con quello del pieno rinascimento e sarà espresso da Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Michelozzo, Masaccio, Benedetto da Maiano, Beato Angelico, Andrea del Castagno, Paolo Uccello, Botticelli, Ghirlandaio, Donatello, Verrocchio, Luca della Robbia… La morte di Lorenzo coincide con la fine di un’era: l’edificio mediceo non regge all’urto di Carlo VIII. L’esilio dei Medici si interromperà per due brevi periodi (1494-1515 e 1527-30) con l’illusione di restaurare la repubblica. Ma nel 1531, al seguito degli imperiali, Alessandro de’ Medici entra in città come primo duca di Firenze. Nel 1569, Cosimo I diventa granduca e con lui si conclude la grande stagione fiorentina. La città continuerà ad abbellirsi, ma Leonardo opera a Milano e in Francia, Michelangelo, nel 1534, lascia definitivamente Firenze. I secoli XVII e XVIII vedono il declino economico della città e la fine della dinastia dei Medici (1737). Seguono i Lorena e, con Pietro Leopoldo (il futuro imperatore Leopoldo II), una parziale ripresa. Napoleone, fuggiti i Lorena, insedia Ludovico di Borbone Parma col titolo di re d’Etruria. Nel 1807 Firenze è annessa all’impero francese. Dal 1815 al 1860 tornano i Lorena. Col plebiscito del 1860 Firenze, con tutta la Toscana, entra a far parte del Regno d’Italia, di cui fu capitale tra il 1865 e il 1871. E’ l’epoca dell’espansione e della molto discussa ristrutturazione della città ottocentesca. Nel ‘900 la ripresa economica e demografica porta all’incorporazione dei centri di Rifredi, Galluzzo e Rovezzano. Dopo i gravi danni dell’ultima guerra e la drammatica alluvione del 1966, la città ha continuato a espandersi e oggi i 200 mila abitanti d’inizio secolo sono raddoppiati.
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